Legumi fermentati: quali sono, dalla soia ai fagiolini

La soia da sola regge tre fermentazioni completamente diverse: una muffa che fa umami (il miso), una muffa che lega i fagioli in un blocco (il tempeh), un batterio che li rende filanti (il natto). E poi ci sono i legumi che si fermentano nel modo più semplice del sito, in salamoia, come una qualsiasi verdura. Ecco la mappa completa, e da dove conviene iniziare.

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La redazione | 9 min lettura | 10 Ago 2026

In breve

I legumi fermentati più noti nascono dalla soia: il miso e la salsa di soia (shoyu e tamari) grazie al koji, il tempeh grazie alla muffa Rhizopus, il natto grazie al batterio Bacillus subtilis. In Corea la stessa soia diventa doenjang e gochujang, e il tofu già pronto può fermentare una seconda volta fino a diventare tofu fermentato, il cosiddetto formaggio della soia. Ma la soia non è l’unico legume che fermenta: i fagiolini si lattofermentano interi in salamoia, esattamente come i cetrioli, e sono il modo più facile per iniziare. La fermentazione riduce l’acido fitico e gli oligosaccaridi che rendono i legumi pesanti da digerire.

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I legumi si fermentano?

Sì, e sono fra i fermentati più antichi che esistano: in Asia orientale la soia fermenta da almeno tremila anni, molto prima che qualcuno la chiamasse così. Ma i legumi hanno un problema che verdure come cavolo e cetrioli non hanno: sono ricchi di proteine e poveri di zuccheri semplici, quindi i normali batteri lattici della fermentazione lattica faticano a trovare nutrimento. La soluzione che le tradizioni asiatiche hanno trovato non è una fermentazione sola: sono almeno tre, e usano tre microrganismi diversi.

Fa eccezione una parte della famiglia: i legumi freschi e ricchi di zuccheri, come i fagiolini, si comportano come una verdura qualsiasi e fermentano benissimo in semplice salamoia. Il resto di questa guida racconta entrambe le strade.

Tre fermentazioni diverse, un solo legume

Prendi la soia e cambia solo il microrganismo che ci metti sopra: il risultato non potrebbe essere più diverso.

Un solo legume, quattro fermentazioni. La soia da sola regge koji, Rhizopus, Bacillus subtilis e, se lasciata semplicemente in salamoia acquosa, anche la lattofermentazione classica. Nessun altro alimento del sito si presta a così tante strade diverse.
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Quali sono i legumi fermentati, famiglia per famiglia

🫘 Soia con koji: umami liquido e in pasta

La famiglia più ricca, e quella con più storia dietro. Il koji lavora sulla soia in due forme diverse.

🍄 Soia con muffa e pressatura: il tempeh

Origine indonesiana, tecnica completamente diversa dal koji: qui la muffa non scompone, lega. Il Rhizopus cresce sui fagioli di soia spezzati e li compatta in un blocco bianco, sodo, affettabile, pronto in uno o due giorni invece che in mesi.

🦠 Soia con batteri: niente muffa

La famiglia meno conosciuta in Italia, e l’unica che non usa nessuna muffa. Il Bacillus subtilis fermenta la soia già cotta in un giorno o poco più, molto più in fretta del koji.

🧀 Soia fermentata due volte: il tofu

Un caso a parte: qui non si parte dai semi ma dal tofu già pronto, cioè dal latte di soia coagulato, che subisce una seconda fermentazione.

🫛 Legumi in salamoia: la strada semplice

Qui si esce dalla soia e si torna al principio più semplice del sito: verdura, sale, tempo. Non serve nessuno starter, nessuna muffa da procurarsi: gli stessi batteri lattici che fermentano i crauti fanno il lavoro.

La quantità di sale esatta per ogni legume è nel calcolatore della salamoia.

Perché conviene fermentare i legumi

Non è solo una questione di sapore. La fermentazione risolve due problemi reali dei legumi crudi:

Occhio ai legumi crudi non trattati. Alcuni legumi, in particolare i fagioli rossi secchi, contengono lectine (fitoemoagglutinina) che sono tossiche se il legume non viene prima cotto o adeguatamente ammollato e trattato. Non è un rischio della fermentazione lattica in sé, riguarda il legume crudo prima ancora di arrivare al barattolo: segui sempre ammollo e, dove previsto, cottura prima di procedere.

Da dove iniziare se non hai mai fermentato un legume

Dipende da quanto tempo hai voglia di aspettare.

Se vuoi un risultato in una settimana: parti dai fagiolini. Nessuno starter da comprare, nessuna muffa da gestire, solo sale e pazienza come per qualsiasi verdura del sito.

Se invece vuoi entrare nel mondo della soia, il tempeh è il più veloce da vedere pronto, uno o due giorni contro i mesi del miso. Il miso chiede più pazienza ma meno attenzione quotidiana una volta avviato. La salsa di soia è il progetto più lungo dei tre, e ha senso solo se hai già fatto un miso e vuoi il passo successivo.

Domande frequenti

Qual è la differenza tra miso, tempeh e natto?

Partono tutti dalla soia ma usano tre microrganismi diversi. Il miso e la salsa di soia nascono dal koji, la muffa nobile Aspergillus oryzae, che scompone le proteine in umami. Il tempeh nasce da un’altra muffa, il Rhizopus, che lega i fagioli interi in un blocco compatto. Il natto non usa nessuna muffa: fermenta con il batterio Bacillus subtilis, che gli dà la consistenza filante tipica.

I legumi fermentati sono più digeribili di quelli normali?

Sì. La fermentazione riduce l’acido fitico, che ostacola l’assorbimento di ferro e zinco, e gli oligosaccaridi responsabili del gonfiore addominale. Cosa questo significhi in termini di benefici per la salute è ancora oggetto di studio, ma sulla digeribilità l’effetto pratico si sente.

Si possono fermentare tutti i legumi nello stesso modo?

No. La soia si presta a più tecniche (koji, Rhizopus, Bacillus subtilis) perché è ricca di proteine. Gli altri legumi, come fagiolini, ceci e fagioli, si fermentano quasi sempre con il metodo più semplice, la lattofermentazione in salamoia, gli stessi batteri lattici di crauti e cetrioli.

I fagiolini sono un legume o una verdura?

Sono un legume a tutti gli effetti: i baccelli immaturi del fagiolo comune. Il fatto che si cucinino come verdura confonde, ma botanicamente è il legume più facile da fermentare in casa, perché si fermenta intero e crudo, senza ammollo né cottura.

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